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Risposte alle vostre domande 13/07/08
Innanzitutto ringrazio tutti coloro che hanno preso parte al blog, amici che spero pian piano possano diventare sempre più numerosi ed appassionati.
Ringrazio in particolare quelli che hanno espresso parole affettuose e di stima su di me. Fa sempre piacere avere la conferma di aver lasciato qualcosa di importante a chi ci è stato dato in sorte di conoscere.
A coloro che mi chiedono come fare per farsi ascoltare da me, rispondo in linea di massima di segnalarmi il loro eventuale My Space, o tramite il blog o attraverso quello del coro www.myspace.com/lucapitterivge, oppure eventualmente scrivendo e mandando mp3 a info@venicegospel.com .
Farò di tutto per rispondere a tutti personalmente e nel dettaglio ma non posso promettere a tutti, per ovvi motivi, di poterlo fare sempre puntualmente.
Non me ne vogliate nel caso. ;-D
A Daniela che mi chiede se è troppo tardi per cominciare a 31 anni:
prima di tutto dovresti dirmi per raggiungere che obiettivi.. Per cantare in generale ti dico assolutamente di no.. per diventare una star internazionale c’è sicuramente qualche difficoltà in più ma nemmeno questo è poi così impossibile ;-D
Io ho cominciato a studiare il pianoforte a quasi 16 anni, un’età da pensione per chi spera di fare il pianista di professione, ma per molti anni ho pensato poi di poterlo fare seriamente anche se ho sempre avuto l’incubo di essere in ritardo.
Ho addirittura abbandonato gli studi di direzione d’orchestra intrapresi a 28 anni per paura di essere troppo vecchio. Grave errore ma anche questo rimediabile.
Le congiunzioni astrali venute in seguito (intendo ovviamente ciò che mi ha portato in tv, percorso assolutamente imprevisto e mai calcolato) ma soprattutto il mio grande amore per la musica e l’enorme impegno che ci ho profuso, mi hanno ricondotto a 46 anni suonati (!!) a riprendere gli studi sia dell’una e dell’altra cosa con molta consapevolezza e sicurezza in più e con buone possibilità di poterlo fare davvero in futuro.
Morale: l’età è un fatto relativo (non per tutte le cose, ma per molte) e la maturità (al di là di qualche acciacco in più ;-D) è un bene prezioso che aiuta ad accostare con maggiori equilibri certe cose che forse da giovani avevamo affrontato in maniera un po’ nevrotica ed emotivamente confusa..
Ogni cosa ha le sue difficoltà ma se senti dentro la voglia di intraprendere un percorso fallo decisamente senza porti troppi obiettivi se non quelli di migliorare passo per passo. ;-D
A Luanamoiras, che mi dice delle sue difficoltà emotive nel rapporto col canto, oltre che ringraziarla per le preziose precisazioni fatte in seguito sull’argomento “Vocal coach”, rispondo che capita spesso proprio con le cose (e le persone!!) che si amano di più, e proprio per questo!, di essere bloccati e di non riuscire ad esprimersi come si vorrebbe.
“Conosco bene l’articolo…”, potrei dire, tante sono le difficoltà che ebbi da studente - pur di talento - nel controllare la mia emotività di palco.. quante figure di m.. quanti pianti.. quante crisi.. Mi viene il groppo allo stomaco solo a pensarci.. ;-(
L’unico modo è continuare ad approcciare il più lucidamente e serenamente possibile i nostri limiti, tecnici e musicali, nel tentativo di superarli, e per contro fare di volta in volta un piccolo/grande sforzo per sfondare il muro emozionale entro il quale ci ha ingabbiato il nostro carattere e la nostra storia personale, il nostro stesso ego. Bisogna imparare a convivere con il dolore che ci crea ogni momento di passaggio che non ha dato i frutti sperati, analizzare i propri fallimenti, valutare i propri errori, leccarsi le ferite e andare avanti..
Senza fallimenti non si può crescere.. E’ scientifico!!
Impariamo a considerarli tappe obbligatorie ed imprescindibili del nostro percorso, tale, e nient’altro, è la vita..
Mai smettere di tendere alla luce se si è nel tunnel: da qualche parte un pertugio lo si trova, se si continua a cercare.. sennò…
Il senso della vita sta proprio nel viverla, è nel percorso e non nelle mete, che considero più o meno significative bandierine da porvi di tanto in tanto, nient’altro..
E chiudo con la mia massima zen preferita: “Mirate alla luna.. e colpirete l’albero!” ;-D
E con queste “perle di saggezza” gratuite ;-D penso di aver in questo modo risposto anche ad Elena che mi faceva notare la fretta e la superficialità di questi tempi, e che invito non solo a darmi del tu, ma di togliere tranquillamente le maiuscole dai pronomi personali a me riferiti.. ;-D .. ti prego.. mi sento tanto “cummenda” della serie “lei non sa chi sono io..” ;-D
A Buba infine, che mi chiede delle tecniche vocali di Zucchero rispondo che probabilmente Zucchero non ha alcuna tecnica vocale (vedi a questo proposito il mio articolo “Giorgia e Laura ovvero.. Tecnica e cuore???).
Zucchero è un cantante soul e la vocalità soul è assolutamente di derivazione spontaneistica ed istintiva, DEVE essere “sporca” per necessità stilistiche (e quindi spesso con un uso non propriamente ortodosso foniatricamente, che il Dottor Fussi, con grande lungimiranza, definisce “costo d’esercizio” indispensabile appunto per alcuni stili moderni come appunto il soul), non dare mai l’impressione di un eccesso di sovrastrutture tecniche e si basa fondamentalmente su intuizioni personali e sul talento naturale..
Tuttavia sto cercando di studiare se esistano delle possibilità di usare tecniche per sporcare la voce senza farsi troppo male.
Di certo una buona consapevolezza della cavità aperta, e quindi uno dei principali aspetti tecnici da guadagnare, può essere di grande aiuto per creare una cassa di risonanza che amplifichi gli armonici del suono senza dover spingere (e quindi farsi male) in maniera eccessiva, dal momento che gli effetti di “sporcizia” (growl = ruggito, fry = fritto o l’aria nella voce, tanto per fare qualche esempio) vengono prodotti dai muscoli stessi delle corde vocali, più o meno istintivamente, determinando un’adduzione non sempre propriamente sana.
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