Lug 19

GIORGIA e LAURA ovvero… TECNICA e CUORE???

La vecchia disputa se sia più brava Laura Pausini per la sua energia comunicativa o Giorgia per la sua abilità vocale ci riproietta direttamente nell’altra annosa questione, molto spesso dibattuta ad Amici, se sia più importante nell’arte avere tecnica o “cuore”..

;-D Il sorriso sorge spontaneo…

Ovviamente mi sembra riduttivo catalogare queste due artiste così differenti sintetizzandone le caratteristiche in questi due unici aspetti.

Ho già avuto modo di dire in altri contesti che la diatriba in questione non ha proprio ragione d’essere: tecnica e cuore, ovvero l’energia spirituale e la capacità di esprimerla secondo i parametri e le necessità del proprio linguaggio artistico sono assolutamente complementari e nessuna delle due può essere senza l’altra.

La questione si proietta poi in altri aspetti come la presenza di palco, il controllo e la canalizzazione dei propri sentimenti, la capacità stessa di studiare.

Spesso non basta una vita per trovare l’equilibrio tra istinto e razionalità, tra energia passionale e controllo dei propri mezzi.

Come dire: il percorso di un artista (con la A maiuscola) è in simbiosi col percorso interiore della persona che c’è dietro.

L’obiettivo di un artista è la comunicazione. Su questo non si discute.

Ma anche il linguaggio… Molto spesso nell’arte il valore di un’opera non sta nel “cosa” rappresenta ma nel “come” quindi, appunto nel linguaggio..

Ci sono mille modi di rappresentare, che so, l’amore, ma un conto è farlo come John Donne, poeta metafisico inglese a cavallo tra ‘5/600, o come Al Bano e Romina in “Felicità”.. ;-D

La tecnica è un mezzo e nient’altro, certo, ma assolutamente indispensabile per riuscire a comunicare, quindi, in un certo senso, parte del linguaggio..

Non bisogna pensare che per “tecnica” si intenda l’aspetto circense della cosa, ossia, che so, per un cantante andare più acuto possibile, per il pianista fare note velocissime, per il ballerino fare ottomila pirouettes al secondo..

Il concetto di “tecnica” è ovviamente ben più sofisticato e raffinato.

E’ paragonabile in un certo senso alla capacità di saper parlare e di usare le parole per esprimersi.

Certo, velocità e precisione sono importanti ma come elementi virtuosistici che però devono essere anch’essi sfruttati per creare tensioni espressive e non per mero atto esibizionistico.. Ma oltre a ciò ci sono molti altri aspetti in cui il dominio tecnico è fondamentale: dalla bellezza del suono, e quindi dalla capacità razionale di scegliere il colore che si desidera nel modo in cui lo si sente, alla possibilità di governare dinamiche e conduzione delle frasi secondo il proprio progetto interpretativo.

La “tecnica” è fondamentalmente controllo, equilibrio appunto tra energia e linguaggio, tra istinto e consapevolezza, raziocinio e libertà emozionale, una sorta di “Super-Io” per usare un linguaggio freudiano.

Tecnica è percezione e consapevolezza di sé e del proprio corpo.

Ogni espressione artistica hai il suo linguaggio ed i suoi vocaboli.

Nella musica ci sono le note, il ritmo, i colori, l’armonia, le frasi, le strutture.. Tutte cose dalle quali sarà impossibile prescindere se ci si vuole esprimere attraverso la musica.

Certo un’esecuzione tecnicamente impeccabile ma assolutamente priva di coinvolgimento interiore è assolutamente inutile, di gran lunga peggiore di un’altra piena di imprecisioni ma generosa da un punto di vista emozionale.

Qualche sera fa, a notte fonda, ho visto la replica di una performance televisiva di Tiziano Ferro in “Sere nere”: c’erano molte imprecisioni nell’intonazione e il suo suono baritonale, in natura assai bello, era rovinato dalla sua inconsapevolezza tecnica, tra contrazioni della laringe e assetti della cavità che finivano per schiacciarlo ed intubarlo… ma il pathos interiore, l’enorme tensione drammatica che è riuscito a comunicare (che è, oltre allo spessore della sua creatività, uno dei connotati principali di Tiziano) facevano passare in secondo piano, a mio modo di vedere, tutti i difetti tecnici di cui sopra..

Questa è la personalità di cui tanto si parla!!.. una verità interiore comunicata con energia e senza sovrastrutture..

Certo, quando personalità e controllo tecnico vanno di pari passo abbiamo l’artista perfetto!!

;-D).

Ci sarebbero molte altre cose da dire legate all’argomento, soprattutto sull’interpretazione che, a torto, almeno parzialmente, è considerata ingenuamente un fatto soggettivo tout court.

Ma non voglio dilungarmi troppo in un unico articolo..

Di questo aspetto oltre che dell’artista in generale avremo magari modo di dibattere in seguito.

8 Comments so far

  1. luigi Luglio 21st, 2008 13:08

    ciao maestro ho avuto modo di visitare questo tuo spazio e anche se non ho letto tutto mi sono reso conto che qui si può parlare di cose interessanti; mi piacerebbe sentire il tuo parere sulla tecnica del belting ne so poco e sono perplesso.

  2. Luanamoiras Luglio 21st, 2008 14:43

    Sono d’accordissimo sul fatto che non si possano mettere a confronto due artiste come Laura Pausini e Giorgia perché a mio avviso sono semplicemente diverse. L’una ci metterà più sentimento, l’altra più tecnica, anche se è tutto molto discutibile..personalmente in molti casi trovo più espressiva Giorgia proprio grazie alle sue doti, a volte più “rotonde”, altre più “leggere e soffiate”. Quello che non capisco invece è perché bisogna per forza che un artista assomigli ad un altro o che qualcuno debba assolutamente adottare il genere, il modo, addirittura le fattezze, di qualcuno che è già famoso per poter essere ascoltato e creare interesse. Perché non riusciamo ad avere un po’ di originalità?
    Quando dico che canto la prima domanda che mi viene posta è “ma che voce hai? Che genere fai? Come chi?” e non concepiscono, non capiscono e spesso non accettano o comunque lo trovano difficile, quando gli si risponde “come nessuno, a modo mio..” gli diventa ostico! Incredibile! Esempio eclatante: Giusy rivelazione di X Factor. Voce, stile, modo, persino ritmo della song..tutto rigorosamente Amy Whinehouse.. che senso ha??? Ma non si accorgono che diventa tutto troppo ripetitivo? Tutto uguale? Dov’è qui l’artista? E’ una copia, in versione limitata. Luca tu che ne pensi? E che ne pensi della sua voce? Non trovi che chi si affida troppo ad un timbro particolare, un modo particolare di catare, diventi al terzo ascolto già noioso? Preciso che non ho nulla da dire contro l’artista citata, anzi, trovo abbia una voce favolosa, particolare, me la prendo piuttosto, se posso permettermi, con chi non ha fantasia e non sa rischiare.
    Rimanendo poi un attimo in tema.. e lanciando una frecciata: Luca che ne pensi del famoso dibattito sul televoto e sul potere decisionale del pubblico, sull’influenza che può avere sul giudizio finale? Io credo non si debba dargli troppo margine e non voglio essere critica, ma la maggior parte delle volte il pubblico è “ignorante in materia” e vota in base a simpatia, bellezza, fattori che comunque si discostano da quelli che in realtà dovrebbero contare ossia quelli più tecnico/espressivi. E poi.. mi dico.. quelle persone che si mettono davanti al telefono per dare il loro voto, chi sono? Di certo non i professori di musica, canto, o comunque chi ha una certa conoscenza in materia o anche più semplicemente che ha un forte interesse nell’artista. Personalmente mi piace ascoltare, dare un giudizio personale, ma mi guardo bene dal prendere in mano il telefono e mandare il mio voto a qualcuno perché ci credo fortemente! Credo che chi lo fa sia più spesso quella persona tv-reality-dipendente che passa il la maggior parte del suo tempo libero davanti allo schermo.. oppure compaesano del rappresentante di turno ;). Ci sono, son convinta, ma sono pochi, quelli che lo fanno perché credono in quel cantante/artista e vogliono veramente dargli il loro supporto. Quindi alla fine ci si trova spesso con un vincitore, sicuramente bravo, sicuramente con delle capacità notevoli, ma che magari ha lasciato indietro chi meritava realmente una chance in più ma che magari era più capace con il linguaggio della musica che non con quello della tv.. perché si sa, come insegna il nostro caro Luca, ogni arte ha il suo e quando due linguaggi così diversi interagiscono non è sempre semplice coglierne il giusto significato e spesso l’uno va a penalizzare l’altro creando incomprensioni. Questo è quello che penso.. sempre tutto molto discutibile.. naturalmente su blog! ;)

  3. Jennifer Luglio 24th, 2008 01:30

    ciao Luca!!..come stai??..avendo molti allievi, non so se ti ricorderai di me..sono Jennifer..vivo in Calabria..abbiamo fatto lezione l’ultima volta ad aprile,se non sbaglio..:) ..x mia sfortuna ho un bruttissimo carattere..sono troppo timida..ed è un punto a mio svantaggio, in quanto ciò mi pone un freno in qualsiasi cosa faccia..ed è quello che in fondo hai cercato di farmi capire anche tu..dovrei aprirmi di più, perchè questa mia timidezza non mi porterà da nessuna parte..e dovrei avere anche un pò più di fiducia in me stessa..e nelle mie capacità..pur essendone consapevole, mi ritrovo sempre punto e a capo..vabbè..:)
    Ho letto quel che hai scritto in merito alla domanda frequente..che molte volte mi pongo anch’io..cioè se sia più importante avere tecnica o cuore..e ho trovato tutto molto interessante..certo, come dici tu, sono due fattori complementari..che dovrebbero andare di pari passo..ma il più delle volte non è così..proprio come nel mio caso..:)..io ho ancora tantissima strada da fare..
    Partecipando a diversi spettacoli..ho notato che, a volte, alcune persone tendono ad esibirsi, scegliendo dei pezzi ricchi di acuti, soprattutto per sfoggiare davanti al pubblico le proprie doti canore..per dimostrare la propria bravura..ponendo in secondo piano il cuore..e il messaggio contenuto nella canzone, da sentire dentro di sè per poi riuscire a trasmettere al pubblico stesso.. ed è una cosa che non approvo..che non fa parte di me..in quanto, a mio parere, è molto importante innanzitutto il cuore..ciò che una persona ha dentro.. Ho sempre pensato che un vero cantante sia proprio colui che, una volta salito su un palco, riesca a far emozionare il pubblico..anche se con il passare del tempo ho capito che la tecnica è un fattore altrettanto importante..che non dev’essere trascurato..ho letto anche quello che hai scritto su Tiziano Ferro..ho trovato molto interessante conoscere un tuo parere su di lui, perchè è il mio cantante preferito..lo è per il semplice motivo che, più di ogni altro, attraverso le sue canzoni è in grado di arrivare al mio cuore..riuscendo appunto a trasmettermi ciò che ha dentro..
    So che, per quanto riguarda la tecnica ho molto da studiare..ma una domanda che vorrei farti e alla quale tengo molto è: cosa ne pensi riguardo a quel che riesco a trasmettere cantando??..trasmetto qualcosa??
    ti ringrazio in anticipo x la risposta..
    ps: hai visto??..scrivo più di quanto parlo..:D
    ciao ciao..baci..

  4. Valeria Agosto 2nd, 2008 12:22

    Ciao Luca e ciao a tutti!
    Capito in questo blog proprio nel momento in cui ho preso la decisione di cominciare a studiare canto.
    Ho un gruppo dallo scorso Dicembre con cui compongo pezzi inediti, cercando di creare linee melodiche ispirate al blues, perchè trovo che sia la cultura musicale che più mi rappresenta ed emoziona.
    Ma proprio per questo, ho capito che il cuore non basta…che ho bisogno di conoscere i metodi più corretti per non rovinare la mia voce e per ricreare quel sound particolare di cui sento il bisogno. Proprio come dicevi tu, ho bisogno di conoscere gli strumenti per comunicare!Il cantante non ha uno strumento musicale tra sè e il pubblico, è egli stesso lo strumento. Bisogna curare bene la propria persona e crescere interiormente, diventare adulti insieme alle proprie corde vocali.
    Per quanto riguarda il dilemma Giorgia/Pausini…proprio per quello che ho appena scritto, preferisco Giorgia, ma semplicemente per una questione di gusto personale. Secondo me Giorgia ha il merito di aver portato un po’ di black al femminile nel pop italiano…la Pausini è più riconducibile ad una tradizione melodica tipicamente italiana, mentre Giorgia secondo me se ne discosta un po’(e forse per questo non ha il dovuto seguito).

    Alla prossima!

  5. Terry Agosto 14th, 2008 16:52

    Ho appena trovato il blog del Maestro Pitteri e subito esprimo la mia opinione.
    Non sono un’accanita fan nè di Giorgia nè della Pausini e,sotto l’aspetto tecnico,non è che ne capisca un granchè.Direi soltanto che non sempre la tecnica significa solo impostazione e che quindi non puo’ trasmettere emozioni.
    Preferisco anch’io Giorgia,per una voce al limite dell’impossibile e per tutto ciò che con la voce riesce a fare,quali note riesce a toccare.
    Come la ragazza del commento di cui sopra,la Pausini è pià attaccata alla melodia italiana(non che non la apprezzi..),e non mi ispira tanto,mentre Giorgia fa spesso degli esperimenti..Forse per questo la preferisco,anche per il timbro piu’ pulito,a mio parere.
    (perdonatemi se ho usato i termini sbagliati ^_^’)

    Terry

  6. Federico Agosto 16th, 2008 02:52

    Salve prof..(spero non le dispiaccia questo appellativo ma sono fresco di maturità e dato che lei insegna mi sembra giusto chiamarla così,trovando un compromesso fra il lei e una dimensione meno formale.Se le dispiace chiedo scusa!)Sono luca e vado verso i 19 anni studio canto da due anni ma grazie a mio fratello e mio babbo ascolto la musica fino da quando sono piccolissimo il che mi ha permesso di costruirmi un bagaglio culturale(a livello musicale)ma soprattutto emozionale del quale sono davvero grato.Avrei un sacco di domande da farle data la sua indubbia preparazione,cercherò di stringere collegandomi per prima cosa all’argomento in topik…Meglio cuore o tecnica?Quello che mi chiedo a livello tecnico,è se un suono emesso in modo corretto debba essere necessariamente più gradevole di un suono emesso scorrettamente.Più si studia,più si allena l’orecchio a sonorità bene impostate fatte risuonare nella maniera corretta e spinte con il diaframma piuttosto che con la gola,ma quando si raggiunge un’emissione continua e precisa non è forse possibile che per diverse cause possa essere più piacevole un suono plasmato da posizioni sgarbate o poco corrette piuttosto che da una vocale perfettamente in maschera con la lingua appiattita?Parlando di musica moderna e non di lirica ovviamente,quando si ha una tecnica sufficente per evitare di compromettersi la voce,siamo sicuri che andarci troppo per il fine paghi più di tanto?Intendo proprio a livello sonoro.Non per buttarla sul filosofico ma la ricerca della perfezione quale ascoltatore può accontentare?E’ certamente più emozionante un’interpretazione più sbavata,più vissuta e meno impostata no?Io ad esempio sono un fan a dir poco fuori di testa di Bono Vox degli U2 che lei certamente conoscerà.E proposito vorrei chiederle se secondo lei canta di diaframma o è in qualche modo impostato e in che modo eventualemente.E’ ovvio che è un cantante con un incredibile dote vocale(che un cattivo utilizzo ha un pò compromesso rispetto a quando aveva 30 anni!)ed è contemporaneamente ovvio che non è il manuale della tecnica,un modo certamente istintivo di cantare prende i fiati quando capita e si affida molto a quello che la natura gli ha dato.Eppure potremo dire che a livello commerciale solo il gruppo più famoso del mondo con palchi da 20 milioni di euro e tour mondiali da 150 date.La tecnica nella musica leggera probabilmente è sufficente che non impedisca il cantante di comunicare…Ultima domanda e la lascio:
    Il terribile argomento della classificazione vocale: Tenore,baritono,Basso????
    Non sono molto pratico della tastiera del pianoforte purtoppo ma la mia insegnate mi classifica come l’incrocio fra un baritono o un tenore…Fisicamente sono alto 1.85 quindi non certamente il classico tenore ho un registro basso molto corposo,una voce baritonale certamente ma poi invece di fermarmi a un fa# o sol come ci si aspetta da un baritono,arrivo più o meno facilmente a un la e un si e dopo un’annetto di esercizi di respirazione ovviamente entrandoci di gola e in posizioni e con note che “aiutano”(sa cosa intendo…)raggiungo anche dei Do ascoltabili(non certamente lirici)…secondo la sua esperienza come vanno catalogate voci come la mia?
    Grazie mille prof,ha tutta la mia ammirazione per essere un grande prof-essionista…:)

  7. Darkangel Settembre 24th, 2008 11:41

    Io credo che l’ “Artista perfetto”, e non mi riferisco solo al canto, è colui che prima di tutto libera il suo essere con la massima disinvoltura , senza alcuna vergogna … colui che mostra la propria FOLLIA, la propria irrazionalità … colui che si denuda e si libera da tutti i tabù e i limiti che la società impone!
    -bisogna lasciar comunicare ogni singola parte del nostro corpo e della nostra anima poi certo è che ,come dici tu, nel caso del canto (che è la parte che mi interessa) bisogna miscelare il tutto ad un’ attento studio tecnico \ musicale … e così abbiamo il cantante “completo”…
    Beh! A parole sembra sempre tutto molto facile … mah …  -
    Credo che l’inizio, l’impulso, stia prima nel voler davvero raggiungere quello che desideriamo (i nostri sogni!) e quindi disinteressarsi dei mille dubbi , domande e paure che potrebbero assalirci e lottare per ottenerli senza voltarci indietro o lasciarci condizionare (il buio non è eterno!)…
    Hai proprio ragione ! Bisogna trovare un equilibrio tra mente e corpo, tra razionalità e irrazionalità, lasciando prendere il sopravvento alla ragione per quanto riguarda la tecnica ed alla follia per “la comunicazione”, per riuscire a dare quel tocco in più di “magia”, che ti rende “diverso” ma che è difficile vedere negli altri , ma soprattutto è arduo scorgere dentro di noi! Altro che Freud … (hi!hi!hi!)
    “lasciarsi andare, facendo della propria anima e del proprio corpo una cosa sola, allora si che anche gli altri , attraverso noi , potranno scorgere il nostro essere, le nostre emozioni, i nostri pensieri … e perché no anche le nostre paure! … Artisti, semplicemente Artisti ”
    Ebbeh! Spero di continuare a leggere le tue “perle di saggezza”… un abbraccio Darkangel

  8. Gilberto Lamacchi Ottobre 1st, 2008 08:26

    Ciao Luca, sono il tuo fratello di boccia che era in prima fila all’ultimo stage del TMF.
    Tu non sai quanto bene ci/mi fa leggere che c’è ancora chi crede nell’arte, nell’emozione, nell’anima. Aria e anima.
    E voce. Di questo è fatto il canto, di questi colori invisibili agli occhi ma che penetrano da ogni poro della pelle se indirizzati nel modo giusto.
    Grazie per la tua testimonianza, torniamo a riappropriarci delle emozioni vere, senza condizionamenti al fare per il successo facile.
    Con affetto e stima.
    Gilberto Lamacchi

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